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Un’immersione da brivido!

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La passione scioglie i ghiacci..

Dopo l’esperienza dell’immersione in alta quota fatta lo scorso anno al Lago del Diavolo a Carona (BG) a quota 2146 s.l.m. insieme agli amici di Dark Side - Non Conventional Dives con l'evento 2KMDD, una nuova cornice ci ha visti impegnati nel primo fine settimana di febbraio in un’altra affascinante immersione, unica nel suo genere, per l’evento Under Ice 2019.
Un’immersione ancora una volta per tutti, dimostrando che l’adeguata preparazione delle persone e la pianificazione inclusiva delle attività sono le chiavi per la partecipazione a qualsiasi tipologia di iniziativa.

Lago di Lavarone (TN), comprensorio dell’Alpe Cimbra. Ecco la meta di questa nuova impresa.
Un lago che, mentre nella bella stagione è indubbiamente meta ideale per gite e passeggiate da soli ed in compagnia, nel periodo invernale mostra una faccia differente. La natura rallenta il suo corso, la neve imbianca il paesaggio e le sue acque si nascondono sotto una spessa crosta di ghiaccio.
Proprio sotto di essa, 4 subacquei con diverse disabilità si sarebbero immersi.
In profondità per conoscere e scardinare l’apparenza che inganna. E in profondità per dimostrare, per l’ennesima volta, che si può!
Sabato 2 febbraio 2019.
Giunti sul posto, quello che si presenta ai nostri occhi, pensando a ciò che ci avrebbe atteso l’indomani, è un paesaggio surreale ed improbabile.
Oltre alla neve caduta copiosa nelle settimane precedenti, la pioggia incessante dei giorni passati aveva formato sopra la crosta del lago, sciogliendo parzialmente la coltre bianca, un acquitrino.
Tutto ciò rendeva ancor più difficoltoso il percorso obbligato per raggiungere i punti d’immersione predisposti dai volontari, costituiti da piccole buche tagliate con la motosega nel ghiaccio.

Non ci spaventiamo e dopo la prima ricognizione sul punto d’immersione, prese le misure con le difficoltà logistiche che ci avrebbero visto impegnati l’indomani mattina, ci apprestiamo a partecipare compatti all’evento di presentazione magistralmente organizzato da OPES e curato da Enzo Polimeni.
Non solo una sorta di show della subacquea a 360° affidato alla brillante conduzione professionale di Miro Iafisco, ma anche un vero e proprio mega briefing interessante, puntale ed esaustivo rispetto all’impresa del giorno dopo condotta dal Nucleo Carabinieri Subacquei e dal Nucleo Sommozzatori della Polizia di Stato.
La serata prosegue con una distensiva cena e un dopocena con attività ricreativa per abbassare la tensione: qualche spensierata ora in notturna sulle piste da sci, dedicata ad adrenaliniche e divertenti discese in gommone. Un fuori programma particolarmente gradito prima di rientrare in albergo per una confortevole dormita.
Domenica 3 febbraio 2019.
Al mattino, nonostante il risveglio da fiaba per la neve abbondantissima caduta durante la notte, l’impresa si prospetta ancora più difficoltosa.
Mentre la neve dolcemente e imperterrita continua a scendere, ogni cosa è rallentata. Tutto diventa più difficile, faticoso. Strade al limite della praticabilità e materiali pesanti da trasportare fino al punto d’immersione.
Ma le nostre persone sono più forti della loro stessa disabilità, concentrate e determinate a portare a casa l’obiettivo.
Il freddo in generale e la temperatura dell’acqua in particolare, inizialmente individuate come i più ‘temuti nemici da affrontare’, precipitano rapidamente nella classifica mentale dei nostri problemi… in fondo, per quello, basta l’equipaggiamento giusto e noi siamo bene attrezzati!
Un colpo di genio di Enzo Polimeni risolve il problema del trasporto di persone con difficoltà motorie e delle pesanti attrezzature fino alle buche nel ghiaccio. Finalmente siamo pronti!
Sotto gli occhi dei rappresentanti dai Corpi Speciali dello Stato, impegnati nella supervisione e nel presidio della sicurezza, pronti a reagire istantaneamente ad ogni cenno d’emergenza, uno dopo l’altro, accompagnati dal team DDI, scendono in acqua Massimo (subacqueo esperto con paraplegia), Claudio (subacqueo esperto con tetraplegia spastica distonica), Sergio (subacqueo esperto Ipovedente) e Alessandra (subacquea amputata brevettata Advanced DDI).
L’ambiente è inconsueto, apparentemente ostile ma affascinante, a tratti incredibile ed inquietante. Si passa dal buio impenetrabile ai fasci delle torce puntate verso il fondo... all’esplosione di luce trasmessa dal ghiaccio visto da sotto… al rovescio. Bastano poche pinneggiate per ambientarsi.
Esplorando con le mani il liscio coperchio poggiato sulla superficie notiamo la presenza di strane increspature, come fossero piccole onde impresse in negativo, bloccate nel loro moto da un repentino calo della temperatura.
Osservando con attenzione la luminosa trasparenza del ghiaccio, una volta superato il primo impatto emotivo, è facile individuare con chiarezza numerosi esseri, più che altro insetti e piccoli pesci, rimasti imprigionati dall’improvvisa morsa del freddo.
Persi nell’ammirazione del raro spettacolo che stiamo vivendo, ma anche presi nell’introspettiva elaborazione delle emozioni vissute in diretta, come le nostre bolle, il tempo vola. Arriva secco il segnale dalla superficie, uno strattone alla cima che come un cordone ombelicale garantisce la sicurezza ed il contatto superficie.
È tempo di tornare!
Il percorso inverso è rapido e la possibilità di seguire le cime di sicurezza contribuisce non poco a limitare inevitabili ansie… la sagoma del foro di entrata si delinea davanti a noi. Mentre emergiamo un sorriso illumina le nostre maschere, felici dell’esperienza appena fatta, consapevoli di aver abbattuto un nuovo muro, ai confini dell’accessibilità.
I ringraziamenti per l’impeccabile organizzazione non sono un obbligo ma un vero piacere.
Riconosciamo ai rappresentanti di OPES ed in particolare ad Enzo Polimeni il merito di aver creduto in noi ed averci aperto le porte a questa magnifica avventura!

Riviviamo le emozioni..

Subacquea per tutti!